Le Bolle della Malvizza sono il campo di vulcani di fango più vasto dell'Appennino Meridionale: piccoli crateri grigi che gorgogliano in modo continuo espellendo gas metano (oltre il 90%), acqua leggermente salmastra e fango freddo risalito dagli strati argillosi profondi del Cretaceo. Il fenomeno è di origine sedimentaria, non vulcanica, e si intensifica spettacolarmente dopo le piogge. Nel 2005, nelle acque delle Bolle è stata identificata una nuova specie batterica: Alkalicoccus saliphilus. Il sito è oggetto di studi scientifici internazionali (EGU, Wiley) e compare nel Geoportale della Regione Campania come geosito di interesse nazionale. Il paesaggio surreale — crateri di fango che ribollono in un pianoro silenzioso — è tra i più fotogenici della Campania interna.