Uno dei carnevali più antichi e autentici del Mezzogiorno, documentato dal 1793. Il cuore della festa è la Tarantella Montemaranese: maschere guidate dal «caporabballo» in costume bianco e mantellina rossa percorrono le vie del borgo per tre giorni consecutivi, ripetendo figure di quadriglia. La maschera più caratteristica è «'O Pezzaro», cucita con ritagli di stoffe di scarto. La festa si chiude con il «Carnevale Morto»: un corteo funebre ironico con lettura del testamento del Signor Carnevale. Riconosciuto tra i beni etnoantropologici della Campania.